Aggiornate con le recenti ricerche le conoscenze sull’antica frequentazione dell’uomo in Valpolicella

Luciano Salzani

Abstract


Il contributo illustra alcune nuove scoperte archeologiche effettuate in Valpolicella. A Sant’Ambrogio di Valpolicella scavi per la costruzione della nuova scuola elementare hanno posto in evidenza livelli archeologici neolitici (momento meandro-spiralico della cultura dei Vasi a Bocca Quadrata) e dell’età del Ferro (due case seminterrate databili al IV-V sec. a.C.). Prospezioni sulla collina del Montindon (Sant’Ambrogio) hanno portato alla raccolta di ceramiche del Bronzo recente-finale confrontabili con le tipiche produzioni della cultura centro alpina di Luco. Si dà inoltre notizia della totale distruzione del villaggio neolitico di Passo del Picon (Dolcé). Un sondaggio effettuato a Spiazzo di Gargagnago (Sant’Ambrogio) ha portato in luce resti ceramici, litici e faunistici dell’antica-media età del Bronzo. Si illustrano in sintesi i risultati della V campagna di scavi nell’abitato di Archi di Castelrotto, con il rinvenimento di una cisterna e di una platea a lastre di incerta funzione. Si conferma la durata dell’abitato tra V e III sec. a.C. Una fibula dal Maton si data peraltro alle soglie della romanizzazione. Si presentano due spilloni della media età del Bronzo trovati a Cengia nel 1934: essi potrebbero indiziare una necropoli. Resti ceramici e litici preliminarmente attribuiti all’età del Rame sono segnalati infine al Monte Comun di Negrar.


Parole chiave


Valpolicella; Neolitico; Eneolitico; Età del Bronzo; Età del Ferro; Insediamenti; Necropoli

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