D’amore, di morte e di altri poteri. La società veronese del XVI secolo di fronte alla novella di Giulietta e Romeo

Andrea Brugnoli

Abstract


La novella di Romeo e Giulietta è nota soprattutto attraverso la versione di William Shakespeare, pubblicata alla fine del XVI secolo. Alla prima metà dello stesso secolo risalgono però sia la versione originaria di Luigi Da Porto, sia i rifacimenti di Matteo Bandello e Gerardo Boldieri (Clizia Veronese). Questi ultimi nacquero all’interno di circoli culturali veronesi, che tra l’altro identificarono nella topografia cittadina i luoghi più significativi della vicenda. La fortuna della novella a livello locale viene messa in relazione con gli avvenimenti interni alla città scaligera e in particolare con le politiche di chiusura sociale portate avanti dal patriziato cittadino. Partendo dal tema dell’onore femminile e delle relazioni matrimoniali, la novella sembra essere stata adottata dal patriziato veronese come strumento ideologico volto a sostenere il controllo delle magistrature cittadine e l’esclusione delle classi mercantili emergenti sotto il dominio veneziano dopo la guerra di Cambrai.


Parole chiave


Verona; William Shakespeare; Luigi Da Porto; Matteo Bandello; Clizia Veronese; Gerardo Boldieri; Romeo e Giulietta; Capuleti; Montecchi; Tomba di Giulietta

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Studi Veronesi
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