Da Felice Brusasorzi ad Alessandro Turchi: aggiornamenti sulla pittura veronese
Abstract
La recente apparizione sul mercato fiorentino dei Dodici Cesari che le fonti ricordano con altre opere di Felice Brusasorzi a Verona nella collezione Sagramoso di San Fermo offre qualche nuovo spunto sull’organizzazione della sua bottega verso la fine del Cinquecento e sulla presenza al suo fianco del giovane e dotato Alessandro Turchi. Tra questi dipinti eseguiti evidentemente a più mani, interessanti per l’iconografia studiata non solo nelle incisioni e nelle placchette in bronzo del tempo, ma anche nella statuaria antica e nella numismatica, risalta l’inedito Alessandro Magno anch’esso di provenienza Sagramoso che si distacca dagli altri Cesari per un più deciso piglio nella testa squadrata, evidentemente ispirata da qualche esemplare ellenistico o romano, e che va riferito alla produzione di fine secolo di Turchi. Tra le opere dipinte da Alessandro subito dopo la morte del maestro che sapevamo esistenti ma che pensavamo disperse, ecco invece due ritrovamenti, un San Girolamo penitente confortato da un angelo, un olio su pietra di paragone di collezione privata, nonchè una magnifica tela, forse proveniente dalla settecentesca collezione Bonduri, raffigurante l’Adorazione dei magi comparsa sul mercato nel 2019 con la fuorviante attribuzione al ferrarese Giuseppe Mazzuoli detto il Bastarolo. Tra gli inediti risalta invece un importante Battesimo di Cristo dipinto su tela che vanta una provenienza più che illustre essendo riconoscibile tra i beni inventariati nel 1643 nella collezione del famoso Cardinale di Richelieu.
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