Da Verona a Udine: la trasfigurazione dei Montecchi nell’opera di Luigi Da Porto
Abstract
Il contributo ricostruisce la presenza della famiglia veronese dei Monticoli (o Montecchi) a Udine dal Trecento al Cinquecento, mettendo in luce il loro coinvolgimento nelle vicende friulane del tempo e il rapporto diretto con Luigi Da Porto. Attraverso documenti d’archivio e testimonianze cronachistiche, si mostra come il contesto udinese abbia influito su diversi elementi della storia di Giulietta e Romeo, in particolare sull’intreccio e sulla scelta dei nomi; nel contempo, si approfondisce il ruolo della famiglia Monticoli, non solo per la nota menzione iniziale, ma anche per il possibile contributo biografico e relazionale che Da Porto avrebbe potuto trarne. L’analisi mette in luce, inoltre, la continuità tra cronaca e invenzione letteraria, nella quale i riferimenti a persone reali assumono valore simbolico. La parte conclusiva dell’articolo propone una nuova ipotesi ermeneutica: la novella sarebbe stata scritta per dissuadere la cugina Lucina Savorgnan da un’eccessiva fedeltà amorosa, offrendo un esempio narrativo tragico. Lungi dall’essere un semplice omaggio a Dante, l’opera si configura come un prodotto profondamente radicato nella storia e nella biografia dell’autore, in cui i Montecchi udinesi diventano chiave d’accesso a una lettura allegorica e strategica del testo.
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