Una casata e le sue committenze per la scultura: i Miniscalchi di Verona nell’Ottocento
Abstract
Nell’atrio della Fondazione Museo Miniscalchi Erizzo, un tempo dimora dell’omonima famiglia nobile veronese, sono esposte alcune opere realizzate nel corso del xix secolo da Innocenzo Fraccaroli, Pietro Bordini, Luigi Sanavio e Ugo Zannoni. Si tratta dei busti in marmo di Marianna Erizzo, di suo figlio Francesco Miniscalchi Erizzo e della moglie di quest’ultimo, Eleonora Guerrieri, nonché delle sculture Clizia innamorata del Sole e Testa di fanciullo. Sebbene tali opere siano già state oggetto di precedenti studi, attraverso dati biografici e documentali vengono collocate entro una rete di relazioni culturali che gravita attorno all’Accademia di Belle Arti di Venezia e alla figura di Luigi Ferrari, e si integra lo scarno catalogo finora noto di Luigi Sanavio. Vengono inoltre proposti nuovi confronti con fonti fotografiche ed elementi del vestiario che permettono di precisare la cronologia e si individuano gli elementi di una consapevole strategia di autopromozione genealogica declinata al femminile.
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