Balnea e stufe a Verona tra tardo medioevo e primo Rinascimento

Claudio Bismara

Abstract


La documentazione notarile dell’Ufficio del Registro, conservata presso l’Archivio di Stato di Verona, consente di ricostruire, sulla base di nuovi dati, la diffusione e le funzioni di balnea e di stufe nella Verona del Quattrocento. L’indagine individua strutture pubbliche finora sconosciute, tra cui la stufa all’insegna del pesce, di cui definisce l’ubicazione, l’organizzazione degli spazi, le dotazioni e le pratiche svolte, e offre una rilettura del balneum macharonorum, uno dei principali impianti cittadini. L’analisi delle suppellettili, delle clausole contrattuali e dei contesti insediativi mostra che tali strutture erano destinate non solo ai bagni caldi e alle saune, ma anche a massaggi, salassi, epilazioni e ad altre pratiche coerenti con la cultura medico-igienica fondata sulle sex res non naturales. Le numerose attestazioni di stufe private, in città e nel distretto veronese, delineano, infine, una più ampia diffusione degli spazi riscaldati destinati alla cura del corpo e alla vita domestica fra il tardo medioevo e il primo Rinascimento.

Parole chiave


Bagni; Balneoterapia; Verona; XV-XVI secolo

Full Text

PDF

Refback

  • Non ci sono refbacks, per ora.


Copyright (c) 2026 Claudio Bismara

URLdella licenza: https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/deed.it



______
Studi Veronesi
Online ISSN 2532-0173
Print ISSN 2531-9949
Via Vaio, 27 - 37022 FUMANE (VR) - redazione@veronastoria.it