Balnea e stufe a Verona tra tardo medioevo e primo Rinascimento
Abstract
La documentazione notarile dell’Ufficio del Registro, conservata presso l’Archivio di Stato di Verona, consente di ricostruire, sulla base di nuovi dati, la diffusione e le funzioni di balnea e di stufe nella Verona del Quattrocento. L’indagine individua strutture pubbliche finora sconosciute, tra cui la stufa all’insegna del pesce, di cui definisce l’ubicazione, l’organizzazione degli spazi, le dotazioni e le pratiche svolte, e offre una rilettura del balneum macharonorum, uno dei principali impianti cittadini. L’analisi delle suppellettili, delle clausole contrattuali e dei contesti insediativi mostra che tali strutture erano destinate non solo ai bagni caldi e alle saune, ma anche a massaggi, salassi, epilazioni e ad altre pratiche coerenti con la cultura medico-igienica fondata sulle sex res non naturales. Le numerose attestazioni di stufe private, in città e nel distretto veronese, delineano, infine, una più ampia diffusione degli spazi riscaldati destinati alla cura del corpo e alla vita domestica fra il tardo medioevo e il primo Rinascimento.
Parole chiave
Bagni; Balneoterapia; Verona; XV-XVI secolo
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